​Nel febbraio del 2013, la ventunenne canadese Elisa Lam decise di fare un viaggio da sola in California. Alloggiava al Cecil Hotel di Los Angeles, una struttura economica tristemente nota per aver ospitato nel corso degli anni serial killer, suicidi e crimini efferati. Quello che doveva essere un viaggio di svago si trasformò in uno dei misteri più discussi e inquietanti dell’era moderna di internet.

​La scomparsa e la scoperta choc

​Dopo i primi giorni di vacanza, i contatti di Elisa con la famiglia si interruzzero improvvisamente. La polizia avviò le ricerche, ma la svolta — drammatica e bizzarra — arrivò solo dopo settimane, in seguito alle lamentele degli ospiti dell’hotel riguardo allo strano colore, alla pressione debole e al sapore “sgradevole” dell’acqua.

​Il 19 febbraio, gli operai salirono sul tetto per ispezionare i grandi serbatoi d’acqua della struttura. All’interno di uno di essi fecero una scoperta agghiacciante: il corpo senza vita di Elisa Lam che galleggiava.

​Il video dell’ascensore: il dettaglio che ha fatto il giro del mondo

​Poco prima del ritrovamento, la polizia diffuse un filmato ripreso dalle telecamere di sicurezza (CCTV) all’interno di un ascensore del Cecil Hotel. Il video divenne immediatamente virale, scatenando teorie di ogni tipo online.

​Nelle immagini si vede Elisa entrare in ascensore, premere diversi pulsanti e poi comportarsi in modo estremamente insolito:

  • ​Si sporge ripetutamente fuori dalla porta, guardandosi intorno come se stesse scappando da qualcuno o stesse cercando di nascondersi.
  • ​Fa strani movimenti con le mani e sembra parlare con un’entità invisibile.
  • ​In un momento, esce del tutto dall’ascensore per poi rientrare, mentre le porte sembrano non chiudersi correttamente.

​Un caso chiuso, ma non per il web

​Il medico legale archiviò ufficialmente il caso come un incidente, ipotizzando che la ragazza avesse avuto un episodio acuto legato al suo disturbo bipolare, che l’avesse spinta a salire sul tetto (raggiungibile tramite scale antincendio non allarmate) e a cadere nel serbatoio.

​Molti dettagli, tuttavia, continuano a non convincere del tutto: come aveva fatto Elisa a superare le pesanti botole di sicurezza che proteggevano le cisterne d’acqua? E perché il coperchio del serbatoio è stato trovato chiuso sopra di lei?

​Tra ipotesi di cronaca nera, suggestioni paranormali e teorie del complotto, il caso di Elisa Lam rimane uno dei cold case psicologici più affascinanti e inquietanti del web.

​Cosa ne pensi di questa storia? Credi si sia trattato di un tragico incidente o ci sono ancora troppi lati oscuri? Faccelo sapere nei commenti!

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