È il 28 novembre 1981. Natalie Wood, una delle attrici più famose e affascinanti di Hollywood (Gioventù bruciata, West Side Story), si trova a bordo di uno yacht di lusso, lo Splendour, al largo dell’isola di Santa Catalina, in California. Con lei ci sono il marito, l’attore Robert Wagner, l’attore Christopher Walken (suo collega sul set del film Brainstorm) e il capitano della barca, Dennis Davern.
Quella che doveva essere una piacevole gota tra amici si trasforma in una notte di tensione, alcol e litigi furiosi.
La lite e la misteriosa scomparsa
Secondo le testimonianze, tra Wagner e Natalie c’è una forte gelosia, in particolare riguardo al rapporto amichevole tra l’attrice e Christopher Walken. La discussione degenera a cena, tanto che Wagner scaglia una bottiglia di vino contro un tavolo.
Intorno a mezzanotte, la tensione si placa apparentemente e tutti vanno a dormire. Ma poche ore dopo, Natalie Wood scompare nel nulla.
Quando la mattina dopo viene lanciato l’allarme, la Guardia Costiera avvia le ricerche. Poche ore dopo, il corpo senza vita di Natalie viene ritrovato in acqua, a circa un miglio dallo yacht, con indosso solo una camicia da notte, una giacca di flanella e un paio di calze.
Un’archiviazione lampo e tanti dubbi
Inizialmente, la morte viene archiviata come un incidente: secondo la ricostruzione ufficiale dell’epoca, Natalie avrebbe cercato di legare il gommone ormeggiato allo yacht (infastidita dal rumore che faceva sbattendo contro lo scafo) e sarebbe scivolata in acqua, annegando a causa del peso della giacca pesante.
Ma i dettagli che non tornano sono troppi e alimentano il mistero:
- La paura dell’acqua: Natalie Wood aveva una fobia terrificante per l’acqua scura e profonda, un timore noto a tutti i suoi amici e familiari. Difficilmente sarebbe uscita da sola sul ponte nel cuore della notte per occuparsi del gommone.
- I lividi: Sul corpo dell’attrice vengono trovati numerosi lividi e contusioni fresche, soprattutto sulle braccia e sul viso, che lasciano pensare a una colluttazione prima della caduta in acqua.
- Le urla nella notte: Alcuni testimoni sulle barche vicine dichiarano di aver sentito una donna urlare aiuto disperatamente intorno alla mezzanotte, ma nessuno intervenne subito.
La riapertura del caso
Per decenni il mistero è rimasto avvolto nel silenzio, finché nel 2011, spinto anche dalle nuove dichiarazioni del capitano della barca (che ammise di aver mentito alla polizia durante la prima inchiesta), l’ufficio dello sceriffo di Los Angeles ha riaperto ufficialmente le indagini.
Nel 2012, il medico legale ha modificato la causa della morte da “incidente” a “annegamento e altri fattori indeterminati”, indicando che i lividi potrebbero essere stati causati prima di finire in mare. Robert Wagner è stato definito dalla polizia “una persona di interesse” nelle indagini, anche se non sono mai state mosse accuse formali per mancanza di prove definitive.
A distanza di anni, la verità su cosa sia realmente successo quella notte sullo Splendour resta uno dei segreti più fitti di Hollywood.

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